UN’INFINITA COMPRESSIONE PRECEDE LO SCOPPIO
Di: Redazione
Pubblicato il 06/09/17
Categoria Corsi e workshop
Gradimento: Molto Interessante
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Esercizi di nutrimento dello sguardo con FRANCESCO FARACI

Dopo il primo ws realizzato a giugno con Giorgio Galimberti,  Photographers.it presenta un workshop Autoriale con Francesco Faraci, il secondo  di una serie di appuntamenti fissi con Autori interessanti che Photographers.it intende proporre al settore.

Sono appuntamenti destinati ad un target di fotografi evoluti, appassionati o professionisti che intendano approfondire il loro linguaggio fotografico  con Autori affermati che abbiamo un’identità stilistica notevole e gradita agli iscritti.

Francesco Faraci, Palermitano Doc, è indubbiamente uno dei giovani Autori più interessanti affacciatosi nel panorama Nazionale. Il suo lavoro, tra reportage e ricerca antropologica, ha già raggiunto l’eccellenza con Malacarne, il suo ultimo libro dedicato ai bambini Palermitani, lavoro premiato con il Secondo Premio nella categoria Books-Documentary al PX3-Prix de la photographie Paris - 2017 e giunto al Secondo Posto al MIFA Moscow International Foto Awards 2017.      www.francescofaraci.com/malacarne-r6815

Il 21 e 22 Ottobre 2017 Francesco terrà a Milano un workshop per pochi iscritti, due giorni a stretto contatto con lui, il suo mondo e la cultura fotografica di cui è partecipe.

Il tutto con base a DaDA EAST Gallery, via Varese 12, un luogo intriso di Fotografia e cultura.

Il workshop sarà composto in gran parte da spazi destinati all’approfondimento culturale della semantica fotografica, seguiti da spazi di pratica, spalmati su due giornate piene, 10,00/19,00, sabato e domenica.

10 iscritti massimo,  al costo di euro 150 ad iscritto. Esclusi i pasti. Chi vuole essere uno di questi 10 fortunati non ha che da scrivere una mail chiedendo di iscriversi, ad angelo@photographers.it

Esercizi di nutrimento dello sguardo con FRANCESCO FARACI

“Quindi la vostra preparazione deve cominciare in mezzo agli uomini vivi. La vostra prima scuola sia il posto di lavoro, la casa, il quartiere. Sia la strada, la metropolitana e il negozio. Tutti gli esseri umani li dovete osservare in questi luoghi, gli estranei come se fossero conoscenti, ma i conoscenti come fossero estranei”
Discorso agli attori-operai danesi sull’arte dell’osservazione - Bertolt Brecht

La fotografia di per sè non ha alcun significato, è, al contrario, una infinita moltitudine di segni linguistici che, attraverso l’atto del fotografare, permette di superare i “classici” problemi della tecnica e della perfezione dell’inquadratura e fa giungere al primo grande fondamento: LO SGUARDO.

Non importa quale macchina fotografica usiamo e con quale focale, ciò che veramente importa nella fotografia è la capacità di “sentire” gli odori, i suoni e gli umori del territorio che solchiamo, qualunque esso sia.

Lo sguardo ha bisogno di essere nutrito. Lo sguardo va sensibilizzato. Lo sguardo va disintossicato. Lo sguardo deve essere riconosciuto e coltivato quotidianamente.

Il fotografo difficilmente è obiettivo poiché la sua forma mentis fotografica è diretta conseguenza della sua alimentazione. Essa ha origine dalle sensazioni stimolate dalla letteratura, dalla musica, al territorio in cui viviamo e alla sua storia, alle idee e persino alle utopie.

Immaginiamo dunque di avere fra le mani della dinamite e non abbiamo i mezzi per farla detonare. Alimentando, attraverso una serie di esercizi atti a stimolare il gesto, la capacità di immedesimazione e, appunto, di immaginazione, giorno dopo giorno avremo fra le mani un calore tale da permettere allo scatto e alla nostra idea di fotografia di venir fuori per istinto, grazie a quell’impulso primordiale che permette al fotografo di immedesimarsi talmente tanto nella scena da essere invisibile in un gioco costante fra il “dentro” e il “ fuori”, sempre ricordando che l’unico merito che ha il fotografo non risiede tanto nel gesto in sè, quanto nella capacità di aver RICONOSCIUTO. Gli obiettivi che si propone questo workshop sono quelli di imparare a riconoscere, nel mare magnum dell’esistenza, all’interno del suo caos, tutti quei momenti che rispondono a ciò che vogliamo dire perché lanciare un messaggio, sfruttando la potenza e l’esplosività delle immagini, oggi è quanto mai necessario.

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