From London to free Derry - photographs by Gian Butturini
Pubblicato il 10/03/21
Categoria Mostre
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 Sabato 27 marzo 2021 dalle 16,00 alle 21,00 ( presentazione in diretta facebook alle ore 17,00: www.facebook.com/studiocenacchi ) inaugura presso gli spazi della galleria d’arte Studio Cenacchi, la mostra “Save the book - From London to free Derry” con oltre 25 fotografie b/n e fumetti situazionisti di Gian Butturini (1935 - 2006).

La mostra - a cura di Gigliola Foschi e promossa dall’Associazione Gian Butturini - che dal 27 marzo al 30 aprile 2021 sarà esposta presso la galleria d’arte Studio Cenacchi di Bologna, presenta alcune tra le foto più significative dei libri di Gian Butturini dedicati alla Londra di fine anni ’60 e all’Irlanda del Nord dopo la strage del Bloody Sunday. Tutte le opere allestite saranno visionabili da metà marzo sul sito della galleria all’indirizzo www.studiocenacchi.com/gian-butturini .

Scrive la curatrice Gigliola Foschi nel testo critico:

“Una mostra in difesa della libertà di parola, immagine, pensiero. Una mostra contro una cancel culture che, senza confronto e senza discussione, nella liberale Inghilterra ha fatto ritirare dal commercio il libro fotografico London by Gian Butturini (Damiani editore, 2017, ristampa del volume pubblicato nel 1969) e infangato la figura di un uomo che per tutta la vita si era impegnato contro ogni forma di razzismo e di ingiustizia, come testimonia la sua biografia e anche uno dei suoi libri successivi: Dall’Irlanda dopo Londonderry (1972), di prossima ripubblicazione.”

“In questo ultimo foto-libro Butturini testimonia la radicalizzazione della situazione politica e del conflitto dell’Irlanda del Nord già una settimana dopo il Bloody Sunday: la strage compiuta a Derry nel gennaio del 1972 dai soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico che sparò contro pacifici manifestanti uccidendone 14. La mostra è inoltre arricchita da una decina di opere, sempre realizzate negli anni ‘70, dove l’autore (fotografo, ma anche grafico e interior designer), a partire da noti fumetti dell’epoca interviene con colori e scritte oppositive e graffianti. […]”

“La scelta di inserire in mostra tali opere volutamente spiazzanti e dissacratorie non è casuale perché, proprio grazie a esse, si può comprendere l’operazione innovativa, altrettanto ironica e provocatoria, che sorregge il libro London e che, a distanza di 51 anni, non è stata più capita. Proprio quell’impostazione provocatoria e progressista di Butturini, infatti, è diventata fonte di un tragico fraintendimento che ha portato al ritiro del libro London.”

Una doppia immagine del libro, con una donna di colore che vende i biglietti della metro chiusa dentro un bugigattolo e un gorilla in gabbia, è stata infatti accusata di “razzismo conclamato”, mentre invece voleva – come testimonia tutto il libro e il testo dell’autore – suscitare indignazione nei confronti delle condizioni di due esseri viventi entrambi ingiustamente intrappolati e discriminati.

Non più diffuso attraverso i normali canali distributivi questo libro cult può però essere acquistato in galleria o scrivendo a: archiviogianbutturini@gmail.com, a fronte di una sottoscrizione minima di 53 euro, comprensiva delle spese di spedizione a sostegno delle attività dell’associazione).

Numerosi sono gli interrogativi toccati da questa mostra: l’importanza della fotografia di reportage negli anni ’70; la tormentata questione dell’Irlanda del Nord (a partire dal riferimento ai fatti tragici legati al Bloody Sunday); le deleterie conseguenze della cancel culture attualmente in forte espansione…. Per affrontare queste tematiche nel corso della mostra, mercoledì 7 aprile alle ore 21,00 verrà organizzato un approfondimento in live streaming con Marta e Tiziano Butturini (figli e responsabili dell’archivio di Gian Butturini), Gianluca Cettineo (scrittore e autore di libri sulla storia irlandese) Daniele De Luigi (curatore di Fondazione Modena Arti Visive), Gigliola Foschi (curatrice della mostra) e Laura De Marco (fondatrice e direttrice di Spazio Labò, docente).

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