Oriental Soul Express. India e Indonesia
Pubblicato il 17/11/13
Categoria Mostre
Gradimento: Molto Interessante
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Le 12 fotografie sono una selezione di scatti realizzati da Fabiano Caputo in occasione di due viaggi: in India (stato di Goa e stato di Karnataka) nel 2012 e in Indonesia (isole di Bali e Jakarta) nel 2013, in compagnia di una motocicletta. Partito dal Cilento, che l’ha visto crescere, Fabiano Caputo si mette alla ricerca di nuovi percorsi da tracciare e con l’aiuto della sua macchina fotografica decide di privilegiare tragitti fuori dai circuiti turistici, tradotti in un’affascinante resoconto per immagini. L’Oriental Soul Express, non più treno con carrozze di lusso, diventa il simbolo di un viaggio che ha come meta il centro più autentico e spirituale di nuove realtà. (Soul Express. E. Avitabile): un treno che se lo perdi non lo prendi piu'/ di un viaggio solo ad una classe”. Il desiderio di una ricerca basata su coordinate geografiche alternative, portano il giovane fotografo a cogliere attimi inediti di vita quotidiana. Si scopre, da scatti “saturi di colori”, che l’unicità di quegli attimi sta nell’armonia di chi ha di fronte e che cattura attraverso l’ infallibile terzo occhio, come lui stesso definisce la sua macchina fotografica. Fabiano Caputo realizza focus su due popoli, l’indiano e l’indonesiano eterogenei, ma simili nell’attaccamento alle attività più semplici come la pesca, la raccolta, l’artigianato locale, accomunati dalla stessa devozione alle tradizioni ,determinanti per la propria identità e in contrasto con gli imperativi del mondo capitalistico. Gli zoom del suo obiettivo hanno il sapore di una confidenza che dimostrano l’ospitalità e la spontaneità delle popolazioni con cui ha vissuto a stretto contatto: donne, uomini e bambini, intenti nei loro semplici gesti, immersi nelle consuetudini di piccoli villaggi, o di verdeggianti foreste e lontani dalle grandi città occidentalizzate si svelano senza paure. La selezione delle fotografie ha voluto porre l’accento in particolare sull’universo femminile, trainante per l’economia locale e sull’universo dei bambini, non solo per testimoniare la forza e la dolcezza della maternità e dell’infanzia, ma anche per ricordare la data del 20 Novembre 1989 in cui è stata stipulata dall’Onu la Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia. Le fotografie di Fabiano Caputo ci spronano a soffermarci su tematiche sociali e politiche che pongono i “paesi in via di sviluppo”al centro di dibattiti mondiali, con il rischio sempre costante di vedere trasformati questi Templi del Karma in Templi dell’Economia Globale in un oscillare tra l’aggressività del progresso e la difesa di culture millenarie, tra l“export” da potenze mondiali e le piccole produzioni locali, tra l’ industrializzazione che sacrifica l’ambiente e la povertà, in contrasto con il cammino di conquista per i propri diritti. La fine del viaggio per questo giovane reporter ha significato intrecciare le ragioni di tutti con le proprie, trasformando le tappe del viaggio in risposte ai suoi interrogativi per creare le coordinate di un’ originale geografia personale.
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